martedì 17 aprile 2007

01 Introduzione e nota


Introduzione

Molti personaggi famosi, come ad esempio Indro Montanelli, ci hanno trasmesso, in maniera altamente lirica, la problematica che li ha accomunati nella loro mancanza di fede e che è stata espressa unanimemente con la consapevolezza di una profonda ingiustizia che sembra abbia tolto alla loro vita, specialmente nel momento del rendiconto finale, ogni senso.

Anche a me è successo lo stesso ed anch’io mi sono spesso rivolto al Signore con un certo risentimento, sommesso s’intende, perché mi ritenevo esente da quella generosità con la quale viene effusa generalmente la Fede in tutti gli uomini, ma che sembrava elargita, secondo la mia esperienza personale, con apparente discriminazione.

Soltanto dopo grande sofferenza psicologica e profonda maturazione razionale, sono arrivato alla conclusione che la proclamazione della fede deve essere soprattutto un atto di volontà libero e responsabile.

Sono stato io a fare il primo passo verso il Signore con un atteggiamento di apertura mentale, con l’accettazione fiduciosa della Sua Parola e, non ultima, con la considerazione della ragionevolezza delle sue Testimonianze. La mia libertà di scelta, però, non sarebbe stata efficace se non fosse stata incoraggiata da quella forza divina, ineffabile ma presente, che è la Grazia.

Succede la stessa cosa ai sacerdoti quando imboccano la strada della loro vocazione, come sta magistralmente scritto: "Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga" (Giovanni 15,16).

Nota

Questa serie di riflessioni non ha assolutamente nessuna pretesa culturale, ma vuole essere semplicemente la “confessione” di un percorso spirituale lungo e faticoso che ha portato finalmente alla fede.

Tutte le contraddizioni che vi figurano rappresentano i mutamenti delle prese di posizione personali di fronte alla religione cattolica ed i cambiamenti continui dello stato d’animo di un fragile uomo adulto che, per fare chiarezza nella propria anima, ha dovuto penosamente vagliare ogni specifico ed emergente pensiero con la ragionevolezza del “mistero”.

E’ una testimonianza di fede che spero possa aiutare tante persone incredule.

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