Dopo qualche anno, finalmente, il percorso peregrino si “arresta” al Santuario dell’ Amore Misericordioso di Madre Speranza a Collevalenza (Todi). Qui ho conosciuto il Bene nel Male, la grandezza di Dio nella mia piccolezza. La vincita della paura con la totale fiducia nel Signore.
Ho personalmente sperimentato che la fede non può sussistere senza la fiducia: che la fede può essere un atto razionale, ma la fiducia è un’azione totalizzante che coinvolge completamente nella praxis la spiritualità e la fisicità dell’uomo.
Don Francesco Saverio è un omone grande e grosso, sorridente, sereno, accattivante. Ti infonde tranquillità e fiducia. Una persona umile che porta avanti la sua missione sacerdotale con zelo e con dedizione totale specialmente del proprio tempo “libero”. Dona ciò che non ha: il tempo libero.
E’ un carismatico ed in sua presenza accadono fatti sconcertanti: le persone che non possono sopportare lo Spirito, da lui catalizzato, del Signore danno in escandescenze e devono essere portate via a forza come sacchi di patate.
Ho visto con i miei occhi ed ho avuto paura per il mio animo nel Santuario di Collevalenza, ma ho avuto anche la possibilità di riflettere attentamente e di pregare con più concentrazione: non tutto il male viene per nuocere
"Tu vedi l'affanno e il dolore, tutto tu guardi e prendi nelle tue mani. A te si abbandona il misero, dell'orfano tu sei il sostegno. Spezza il braccio dell'empio e del malvagio" (Salmo 9,35).
"Veglierà su di lui il Signore, lo farà vivere beato sulla terra, non lo abbandonerà alle brame dei nemici" (Salmo 40,3).
Ho visto che il Bene può nascere anche dal Male.
Basta fare il vuoto nel nostro cuore e prepararlo per ricevere ciò che è urgentemente edificante.
"Il vuoto dentro di me è accettare il Signore che agisce in me: piccola via della fiducia e del totale abbandono" (S. Teresa di Gesù Bambino)
Occorre superare gli egoismi e costruire l’unità sulle ceneri del nostro amor proprio, far prevalere la nostra umiltà.
Basta ricordarsi della nostra piccolezza e sforzarsi di dimenticarsi almeno qualche volta di “accomodare” la Parola del Signore alle nostre esigenze umane:
"Rinuncia alle cose, non metterle in cima ai tuoi pensieri, perché il dramma delle cose è che hanno un fondo e il loro fondo è vuoto. Rinuncia alla logica dell'avere di più, in questo mondo disponibile a tutti i commerci, e a tutte le vendite, disponibile perfino a vendere uomini e bambini. Più ancora, rinuncia a questo sistema disposto a fare del denaro la misura ultima del bene e del male". (padre Ermes Ronchi)
Basterebbe cambiare noi stessi per interrogarci e non cambiare le carte in tavola per giocare a scarica-barile con la Verità, per non allinearci all’opinione dominante con la nostra passiva omologazione.
Dicono che i vigliacchi chiudono gli occhi per non vedere; ebbene, io li ho chiusi per vedere meglio, nella profondità della mia anima, per non essere distolto dalla soglia della razionalità, per avere un incontro forte con il Signore, per superare i rischi di appiattimento di ogni mediocre abitudine.
Il lavacro.
La sala di purificatrice astanteria.
L’attesa dell’immersione nella vasca dell’acqua miracolosa, almeno dicono, dura moltissimo. Il luogo è accogliente e saturo di serena pazienza. La gente è per un verso pensierosa perché non sa cosa l’attende e per l’altro speranzosa perché sa che forse ci sarà un “incontro”. La preparazione si svolge nella preghiera e nella predisposizione dell’ animo all’ attesa della personale esperienza. Poche frasi, pochi pensieri, pochi commenti trapelano da chi ha già provato la gioia dell’immersione, di un nuovo battesimo.
Ebbene, la preparazione spirituale e spontaneamente corale dei presenti ha provocato un’attesa costruttiva che mi ha fatto ripetere coscientemente la sacralità del battesimo.
Il lavacro mi ha fatto piangere come un bambino disperato perché si sente abbandonato. Singhiozzavo convulsamente e piangevo copiosamente. Ma al tempo stesso mi sentivo bene, mi sentivo amato, mi sentivo perdonato. La purificazione era in atto: forse avevo dimenticato dei peccati nelle mie confessioni, forse l’accidia e l’invidia, i falsi comportamenti erano ancora latenti nel mio animo, ma la mia aura maligna si stava certo dissolvendo.
"Il Battesimo è la morte del peccato, è la rinascita dell’anima il vestito splendente, il sigillo infrangibile, il veicolo che porta al cielo" (S. Basilio)
"Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Sappiamo bene che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui, perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù" (Romani 6,4-11).
Uscito dall’acqua, come rinato, mi sono avviato per rivestirmi, non per asciugarmi perché dopo appena un minuto ero già asciutto: provare per credere!
Ero sereno, contento, pregavo ancora il Signore.
Quando d’improvviso l’orrore e il terrore mi assalgono: dietro la tendina, ad un metro o due da me, c’era un’altra persona che stava per essere immersa nell’acqua: non la vedevo perché non volevo vederla, ma la sentivo: sembrava che usasse un altoparlante e che inveisse proprio contro di me per terrorizzarmi. Urla, strepiti, bestemmie! E’ stato quello il momento in cui mi sono ritrovato inaspettatamente calmo, fermo nel proposito della preghiera, grato al Signore per la Sua protezione, in cui credevo già fermamente: il primo atto di fede, spontaneo, totalizzante per la fiducia piena che ormai riponevo nel Signore.
"Perché il Signore ama la giustizia e non abbandona i suoi fedeli; gli empi saranno distrutti per sempre e la loro stirpe sarà sterminata" (Salmo 36,28)
"Il Signore ti proteggerà da ogni male, egli proteggerà la tua vita con il braccio farà loro da scudo" (Salmo 120,7)
"Gioiscano quanti in te si rifugiano, esultino senza fine. Tu li proteggi e in te si allieteranno quanti amano il tuo nome" (Salmo 5,12).
"Volete confondere le speranze del misero, ma il Signore è il suo rifugio" (Salmo 13,6).
"Pietà di me, pietà di me, o Dio, in te mi rifugio; mi rifugio all'ombra delle tue ali finché sia passato il pericolo" (Salmo 56,2).
"In te mi rifugio, Signore, ch'io non resti confuso in eterno … Sono parso a molti quasi un prodigio: eri tu il mio rifugio sicuro" (Salmo 70,1-7)
"Nel timore del Signore è la fiducia del forte; per i suoi figli egli sarà un rifugio" (Prov. 14,26).
Il mio Magnificat personale.
Nessun commento:
Posta un commento