lunedì 16 aprile 2007

05 Cafarnao


“Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga” (Giovanni 15,16).

A Cafarnao, mentre più di mille persone erano assemblate, asserragliate, compattate come pecore al macello, me ne stavo tranquillamente fuori dalla chiesa eretta sopra la casa di Pietro (almeno dicono) aspettando che lo 'spasimo' finisse perché ero stanco, accaldatissimo (mese di agosto in Israele), diarreico e soprattutto anti-liturgico.

Ero assorto nei miei pensieri quando ti arriva una donnina, bruttarella, vecchietta, dalla configurazione un po' anomala (Lombroso le avrebbe fatto una profonda analisi fisiognomica), quasi 'anziana down', che si mette a conversare con me, praticamente parlava lei, e che infine mi chiede perché me ne stavo lì fuori dalla chiesa. “Ma chi ti ci ha portato” ho pensato fra me!

Poi, improvvisamente, mi sono inspiegabilmente confidato esprimendo i miei dubbi sul Pellegrinaggio e il suo “entourage, dicendo che mi consideravo un eretico; lei dopo aver replicato “Se lei è un eretico vuol dire che crede più di me” mi ha preso affettuosamente la mano, fissandomi con due occhietti sorridenti e sereni, ma molto penetranti, ed il mio cuore si è aperto in una maniera così spontanea e le parole mi sono uscite così travolgenti e .... dimenticate, ma così profondamente catartiche che mi hanno lasciato soltanto il ricordo di una tiepida ma sicura esperienza d'improvvisa liberazione.

Mi ricordo soltanto che ho pianto sommessamente, senza dolore, senza rimorsi, senza agitazione: la stessa sensazione che si prova a bucare una ferita infetta e a veder sgorgare tutto il marciume che ne proviene.

Lo stesso sollievo.

E' lì che ho capito quello che voleva significare Sant' Agostino con la sua famosa riflessione: "tu non mi cercheresti se non mi avessi già trovato".

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